OBBLIGHI: CHE CATENA!COME SGANCIARLA

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OBBLIGHI: CHE CATENA! COME SGANCIARLA

Una delle cose che ci pesa di più nella vita sono gli obblighi.

Giocando recentemente a “Obbligo o Verità” con mia figlia e mia nipote, mi sono accorta che tutte e tre preferivamo sempre Verità (metterci a nudo e raccontarci) piuttosto che affrontare un obbligo, inteso come fare qualcosa controvoglia.

Gli obblighi nella nostra vita

La nostra esistenza sembra costellata di obblighi. Per alcuni, vivere è un obbligo.
L’obbligo è percepito come qualcosa che ci lega, ci incatena, ci imprigiona.

Ma cosa significa davvero?

  • Etimologia della parola:
    “Obbligo” deriva dal latino ob- (dinanzi, verso) e ligare (legare). Letteralmente significa legare a qualcosa o qualcuno.

Ecco che l’obbligo ci rimanda a un tema profondo: la dipendenza e il bisogno di sentirci legati a qualcosa o a qualcuno, un bisogno di appartenenza.


Obblighi e paure: due facce della stessa medaglia

In molte sessioni recenti, le persone mi hanno confidato di sentirsi obbligate per paura del rifiuto.

Ci sono due atteggiamenti principali:

  1. Essere schiacciati dagli obblighi: vivere in costante sudditanza.
  2. Fuggire dagli obblighi: evitare qualsiasi cosa sembri un’imposizione.

In entrambi i casi, si tratta di persone non libere. La fuga dagli obblighi, infatti, non è libertà.

I giovani ribelli

Molti giovani “ribelli” rifiutano gli obblighi. Ma spesso questo comportamento nasconde una ferita da rifiuto.


La ferita da rifiuto: una prigione invisibile

La ferita da rifiuto si manifesta come una sensazione di essere accettati solo a condizione di fare qualcosa di specifico. Non ci sentiamo mai liberi di essere noi stessi.

I due grandi obblighi interiori di chi vive questa ferita:

  1. Non poter essere se stessi.
  2. Fare sempre qualcosa per meritare amore e considerazione.

Spesso, la ribellione contro questi obblighi diventa autodistruttiva:

  • “Per essere me stesso faccio di tutto, anche ciò che mi fa male, per dimostrare che sono libero.”

Ma il risultato è un circolo vizioso, perché:

  • Non abbiamo sciolto il legame inconscio con mamma e papà.
  • Il bisogno di appartenenza ci richiama indietro, spesso attraverso il fallimento.

Le conseguenze dell’amore condizionato

L’amore vissuto come condizionato ci porta a:

  • Dire troppi “NO” mossi dalla ferita da rifiuto.
  • Dire “SÌ” agli altri che diventano NO a noi stessi.

Questa dinamica ci conduce a:

  • Sacrificio e rinuncia.
  • Mancanza e scarsità.
  • Fallimento e rabbia.

Se ti riconosci in queste parole, prova a riavvolgere il nastro della tua vita e ascolta:

  • Da bambino o adolescente hai vissuto esperienze simili?

Come uscire dal circolo vizioso?

Arriva un momento in cui sentiamo il bisogno di dire:

  • “MI RIFIUTO di dovermi guadagnare l’amore!”

Ma attenzione: il rifiuto non si scioglie con la ribellione.

Lezione 1: L’obbligo non si scioglie con la ribellione.


La chiave: prendersi cura di sé

Una cliente mi ha raccontato il conflitto che viveva tra:

  • Imposizione e autoesigenza: fare ciò che si sente obbligata a fare.
  • Bisogno di accoglienza e sicurezza: il desiderio di sentirsi protetta, come tra le braccia di una madre.

Lezione 2: L’unico vero dovere che abbiamo è prenderci cura di noi stessi.

Prendersi cura significa:

  • Smettere di rifiutarsi per non essere rifiutati.
  • Ascoltarsi: rispettare il proprio sentire senza reagire in modo impulsivo.
  • Dire “SÌ” o “NO” da uno spazio di integrità, non di paura.
  • Ritrovare dentro di sé quel senso di casa e sicurezza che magari è mancato nell’infanzia.

Riassumendo

Non cadere nella trappola della giustificazione:

  • Giustificarsi significa dire: “Mi sento in colpa.”
  • Non c’è bisogno di convincere nessuno. Un tuo “SÌ” o “NO” è valido così com’è.

Spunti per te:

  • Riascolta “Pacificare la famiglia interiore”.
  • Sperimenta la libertà di accoglierti senza condizioni.

Questi sono solo alcuni spunti per iniziare a riflettere questo tema da una nuova prospettiva.

Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e… buona esplorazione!


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Scritto da Alexandra Francesca D’Alessandro

Alexandra Francesca D’Alessandro è una Metamedicina® International Consultant, Co-founder di Ciclika – The Joy of Being a Woman, Business Mentor, Trainer e Autrice. Con anni di esperienza nel campo della crescita personale e del benessere olistico, Alexandra offre consulenze specializzate per aiutare le persone a comprendere e risolvere i propri disagi fisici ed emotivi attraverso un approccio integrativo. La sua missione è supportare il benessere individuale e promuovere l’evoluzione personale. Scopri di più

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