Liberarsi dalla colpa: Il cammino verso la libertà e l’amore
COLPA
La colpa è una forma di paura, spesso associata al senso di ingiustizia e al potenziale castigo, che sia reale o immaginario. Se non riceviamo un castigo dall’esterno, tendiamo a procurarci un auto-castigo. È un sentimento che indebolisce fortemente, creando una disconnessione tra gli emisferi del cervello, compromettendo l’intero sistema energetico. Ecco perché possiamo affermare che la colpa è letteralmente distruttiva.
La colpa oggi
Viviamo in un sistema che funziona secondo premi e punizioni. Fin da bambini, non ci viene spiegato il principio di realtà, ad esempio: se non stai attento ad attraversare la strada, rischi di farti male. Invece, ci viene insegnato tramite punizioni (guarda video/podcast PREMIO E PUNIZIONI). Questo meccanismo può condurre a vari modi di vivere, in cui la colpa diventa il mezzo per evitare l’errore.
Ecco perché la maggior parte dei casi la colpa non ha nulla a che vedere con la realtà. Un adulto che non sa prendere decisioni, che vive con paura della punizione, che non crede in sé stesso, che pensa di non farcela mai e sente sempre un pericolo in agguato, sta vivendo sotto il peso di una colpa immaginaria che non esiste.
Questa forma sociale di strumentalizzare la colpa si collega a un sentimento già presente dentro molti di noi, legato a una ferita, e diventa un’auto-condanna, una negazione del nostro valore. La colpa diventa un vero e proprio compagno di vita, un tratto della nostra personalità. È ciò che ci fa co-creare un certo tipo di vita, ciò che ci fa interpretare ogni cosa che accade e che ci viene detto.
La colpa è la negazione della nostra innocenza intrinseca. Siamo tutti innocenti!
Il termine innocente significa letteralmente “chi non nuoce” o “chi non fa del male”. Nel tempo, ha acquisito anche il significato di “privo di colpa” o “non responsabile di un reato”, ma anche di “puro” o “senza malizia”.
In realtà, è proprio l’innocenza con cui tutti noi nasciamo che ci ha portato a farci carico di certi insegnamenti. Questi insegnamenti, tramandati da generazioni, si basano su un patto familiare, sul patto di esistenza. È così che siamo arrivati ad avere così poco amore nel mondo. La colpa uccide l’amore.
Il paradosso della colpa e dell’amore
L’assurdo è che oggi la colpa viene spesso confusa con l’amore. Crediamo di fare o non fare certe cose per amore, quando in realtà lo stiamo facendo solo per colpa o per evitare di sentire la colpa.
Come liberarci dalla colpa?
- Diventare consapevoli della colpa
La consapevolezza è il primo passo. Come ho detto nella puntata precedente, bisogna iniziare a familiarizzare con la colpa e prendere coscienza che essa guida la tua vita. Recentemente ho dato a una cliente un esercizio giocoso, ma non troppo: smascherare la colpa durante il giorno, annotando su un quaderno 100 sfumature di colpa. La sua reazione è stata interessante: dopo aver avuto una giornata piena di impegni, mi ha scritto dicendo di non ricordarsi più l’esercizio, perché la colpa è così sofisticata e subdola che basta un attimo perché si nasconda di nuovo. - Accettare la colpa
Una volta che siamo consapevoli della presenza della colpa e di come guida le nostre giornate, dobbiamo accettare che essa esista. Nella maggior parte dei casi, la colpa che proviamo è immaginaria e non esiste nella realtà. Dobbiamo allenarci a riconoscere che nessuno può farci sentire in colpa se non siamo noi stessi a nutrire questo sentimento. Un altro esercizio utile è esplorare i “50 vantaggi di sentirsi in colpa”. La colpa, sebbene limitante e sabotante, ha uno scopo preciso. Quando parlo di vantaggi, mi riferisco al fatto che la colpa ci protegge da qualcosa. La domanda è: da cosa ti protegge la colpa? Perché la tieni con te? Cosa credi che ti garantisca?
Ad esempio, se porto una ferita da umiliazione e ho difficoltà nella gestione della libertà e del piacere, la colpa può diventare un limitatore che mi tiene in riga, per esempio con il cibo. Potrei sentire colpa ogni volta che mangio, o ancora più sofisticato, cercherò una malattia (es. valori alterati nelle analisi) che mi costringa a controllare la colpa sottostante nella mia relazione con il cibo e con il piacere.
Oppure, se porto una ferita da rifiuto, potrei sentire colpa per il fatto di vivere, di essere al mondo. I temi del non meritare o del cercare a tutti i costi di meritare muoveranno continuamente la colpa. Anche i miei talenti più grandi potrebbero rimanere inespressi per paura del rifiuto.
- Portare la colpa a neutro
Una volta che abbiamo riconosciuto e accettato la colpa nelle sue varie sfumature, possiamo iniziare a fare il lavoro trasformativo che consiste nell’incontrarla, accettarla e riportarla a neutro. Mi accorgo che mi sto muovendo da uno spazio di colpa, accetto che è così e non rispondo con le solite reazioni (es. nessuno può farmi sentire in colpa o per colpa non lo faccio). Una volta che vediamo tutto il film, possiamo semplicemente spegnere la tv che proietta sempre lo stesso film da quando eravamo bambini, e cominciare a guardare la vita vera.
Conclusione: il ritorno dell’amore
La colpa, pur essendo un tratto della personalità, tornerà sempre a fare capolino. Tuttavia, più ci alleniamo a riconoscerla e a gestirla, più velocemente riusciremo a muoverci da uno spazio neutro, piuttosto che da uno spazio di reazione o di colpa. Ed è da questo spazio che, giorno dopo giorno, l’amore può tornare: l’amore per se stessi, per gli altri e per la vita. La famosa autostima, un rinnovamento delle energie fisiche, mentali e emotive, e un miglioramento dello stato di salute, saranno il risultato naturale di questo processo.
Così, lasciando andare la colpa, il peso della colpa svanisce.

